La Milano Taranto: una storia del mitico percorso

Il tragitto, fatto oggi in autostrada e rispettando i limiti, richiede più di dieci ore, pur essendoci, oltretutto, duecento chilometri in meno. Nel 1937, anno in cui la celeberrima Coppa del Duce fu trasformata nella Milano – Taranto, vinse Guglielmo Sandri in sella alla Moto Guzzi 500 bicilindrica quattro tempi, con la già stratosferica media di poco superiore ai 104 chilometri orari, impiegando un tempo di circa 12 ore e 20 minuti. La prestazione fu superata l’anno successivo da Giordano Aldrighetti, alla guida di una Gilera 500 sovralimentata meccanicamente con l’ausilio della tecnologia Ferrari, che fermò il cronometro a circa 10 ore e 52 minuti, alla media pazzesca, non solo per quegli anni, di quasi 118 chilometri orari.

Nelle foto dell’epoca si vedono i piloti alla partenza o al rifornimento, sempre a contatto con il loro mezzo, anche perché non potevano contare sul cavalletto posteriore moto che si usa ora nei box delle gare motociclistiche per eseguire gli interventi tecnici urgenti, o nei garage privati, soprattutto per parcheggiare le moto sprovviste di appoggio centrale, evitando così di deformare la gomma posteriore.

Tornando alla gara vera e propria e al suo percorso, si nota che questo ricalca in parte il tracciato rappresentato oggi dall’autostrada A1, con la differenza che allora i passi appenninici, come quello della Futa, andavano scalati di notte, con l’ausilio di fanali che nulla avevano a che vedere con quelli a led o alogeni odierni, che non avrebbero risolto comunque il problema di illuminare a dovere le curve di una strada di montagna. Undici sono state le edizioni della corsa, dal 1937 al 1956, con una pausa di dieci anni a causa della seconda guerra mondiale e della situazione economica che questa aveva lasciato in Italia; così poche edizioni sono bastate per fare entrare il tracciato nella leggenda, al pari della mitica Mille miglia automobilistica.

Ogni anno, a luglio, si svolge una rievocazione di questa storica gara, alla quale possono partecipare tutti i tipi di moto, divisi ovviamente in più categorie, in base all’anno di fabbricazione e all’eventuale partecipazione alla competizione originale. Non sono certo possibili paragoni sui tempi di percorrenza, poiché la rievocazione si basa sulla regolarità relativa ai passaggi orari presso i punti di controllo, ma vale comunque la pena di assistervi per ammirare stupendi esemplari di moto d’epoca.